La regina del sud

La Regina del Sud è il quattordicesiamo del romanzo dello spagnolo Arturo Pérez-Reverte, pubblicato nel 2002. Il libro racconta la storia di Teresa Mendoza, una donna messicana nata a Culiacan, Sinaloa, che si trasferisce a vivere in Spagna, dove è coinvolta nel traffico di clandestini e di droga. La storia mostra la vita di Teresa, desideri, speranze, amori e anche i suoi affari illeciti nella sua nuova terra, senza però lasciare alle spalle le proprie radici messicane

a storia inizia nel Culiacan quando Teresa riceve una telefonata. La informa che il suo fidanzato, il “Biondo” Davila, è morto, così decide di fuggire. Il “Biondo” Davila era un pilota al servizio di don Epifanio Vargas, uno dei principali trafficanti di droga della zona. Il Biondo le aveva sempre detto che se gli fosse successo qualcosa Teresa sarebbe dovuta scappare. Infatti due sicari arrivano a casa sua per ucciderla, ma lei riesce a scappare. Chiede così aiuto a don Epifanio, che le consiglia di andare a Melilla, in Spagna per cominciare una nuova vita. Trova lavoro in un bar e incontra un uomo a cui si legherà profondamente, Santiago Finisterre. Santiago è un contrabbandiere di tabacco e hashish tra Marocco e Spagna attraverso lo Stretto di Gibilterra; lei inizia ben presto a seguirlo nei suoi viaggi ed impara i trucchi del mestiere. Durante l’ennesimo duello in mare con gli elicotteri della polizia, Fisterra muore in un incidente; Teresa sopravvive e viene arrestata.

In prigione incontra Paty O’Farell, una donna bisessuale che si innamora di lei, in carcere anch’essa per traffico di droga. Una volta uscite entrambe di prigione, avviano un’attività di traffico di droga attraverso lo stretto di Gibilterra con la malavita russa.

Grazie alla sua abilità con i numeri e con idee innovative per la gestione del contrabbando, diventa la maggior trafficante di droga nel sud della Spagna. Teresa inizia un nuovo rapporto con il suo commercialista, Teo Aljarafe, anche se non arriva mai a innamorarsene. Gli affari vanno sempre meglio e la polizia inizia a indagare sempre più a fondo su di lei.

Teresa scopre che Teo la sta tradendo, fornendo informazioni dei loro traffici al governo e alla DEA. Durante l’operazione che doveva essere una trappola per Teresa, Teresa lo uccide.

La DEA comunque prende contatto con Teresa e le rivela che il “Biondo” Davila era in realtà un agente del governo e che la sua morte è stata decisa da Epifanio Vargas che lo aveva scoperto. Teresa doveva morire perché era la sua ragazza. La DEA offre la possibilità a Teresa di rientrare in Messico, a condizione di rendere pubblici gli affari illegali di Vargas per impedire la sua elezione a senatore dello Stato del Sinaloa.

La notte prima della deposizione, la casa nella quale era ospite, viene attaccata dai narcotrafficanti. Con l’aiuto della sua guardia del corpo, riesce comunque a sopravvivere.

Dopo la deposizione non si

Tutto il romanzo è impostato come un romanzo giornalistico, in cui un giornalista racconta la storia di Teresa, la regina del narcotraffico. Alla fine, quando Teresa torna in Messico per la deposizione contro Vargas, il giornalista riesce a intervistarla prima della notte dell’assalto.

Nel romanzo di sono numerosi riferimenti e omaggi a Il conte di Montecristo: è il primo romanzo che Paty fa leggere a Teresa in prigione; il tema della vendetta è comunque insito nella storia di Teresa; un altro riferimento è dato dalla citazione:

« Poteva darsi, concluse, che l’ambizione, i progetti, i sogni e persino il coraggio, o la fede – persino la fede in Dio, stabilì rabbrividendo – invece di darti forza, te la togliessero. Perché la speranza, persino il semplice desiderio di sopravvivere, ti rendevano vulnerabile, legandoti all’eventualità del dolore e della sconfitta. Forse da lì derivava la differenza tra certi esseri umani e gli altri, e allora ecco cosa le era successo. Forse Edmond Dantès si sbagliava, e l’unica soluzione era non fidarsi e non sperare. »
(p. 194)

Altro tema del libro è il riferimento alla canzone di narrativa popolare messicana, il corrido, e in particolar modo ad una variazione sul tema, il narco-corrido: canzone popolare che esalta le gesta dei narcotrafficanti.

 Questo libro è un libro che mi ha cambiato la vita….adoro il personaggio di Teresa ,fragile insicura ,ma forte e coraggiosa al tempo stesso,vicino ai deboli e bastarda con chi si crede forte,donna dal fascino magnetico e medetirraneo,che si fa travolgere da storie d’amore travolgenti e passionali,solo per ripagarsi di un adolescenza meschina e crudele,cosa purtroppo non poco rara per le giovani donne di quei paesi,avrei addirittura voluto farne un film,sia come produttrice che come attrice….e visto che nella vita mai dire mai….chissà un giorno non molto lontano se la fortuna mi risorriderà….si può fare!

Volevo puntualizzare che non ho mai adorato il libro perchè tratta di un argomento scottante come il traffico di droga….non me ne è mai importato nulla,la mia droga è la vita stessa e la sua cultura:)sono già stupefacente di mio .-recitava uno slogan….:)

Questo libro mira a a far comprendere oltre  che una cruda realtà,anche una verità ,super sottovalutata…cioè UNA DONNA è MITICA ANCHE SE DEVE FARE COSE CHE USUALMENTE SONO PREROGATIVE DEGLI UOMINI..Immagine..

quindi libro da leggere e consigliare certamente A tutte le donne ….DI QUESTO TEMPO —-come me…..:)!

 

 più notizie di Teresa.

 

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