IL PRAGMATISMO AMERICANO.IL TEST DELLE CARAMELLE.

IL TEST DELLE CARAMELLE

 
“L’unico modo per liberarsi di una tentazione è cederle”
Oscar Wilde
 
Sarà proprio così?
 
 
       Daniel Goleman
Nel suo best-seller Intelligenza emotiva Daniel Goleman racconta di un esperimento tenuto presso la Standford University, noto come il “test delle caramelle”. 

Due gruppi di bambini che frequentavano la scuola materna alla Standford, all’età di quattro anni, vennero portati in una stanza uno per uno. Lo sperimentatore metteva una caramella di fronte a loro sul tavolo e diceva: «Se vuoi, puoi prendere subito questa caramella, ma se non la mangerai finché io non sarò tornato da una commissione, potrai averne due».
Circa quattordici anni dopo, quando si stavano diplomando alla scuola superiore, i giovani che da bambini avevano mangiato subito la caramella furono confrontati con quelli che avevano aspettato e se ne erano guadagnate due. Gli impulsivi, confrontati con quelli che avevano saputo aspettare, avevano maggiori probabilità di soccombere allo stress, di irritarsi e di rimanere coinvolti nelle risse; erano inoltre meno abili nel resistere alle tentazioni che li distraevano dal perseguimento dei loro obiettivi.
Per i ricercatori, però, la cosa più sorprendente fu un effetto del tutto inaspettato: rispetto agli altri, i giovani che da bambini avevano saputo aspettare avevano in media punteggi SAT (il SAT è il test di ammissione al college) di ben 210 unità più alti (su un valore massimo di 1600).
Quando i bambini che avevano partecipato al test diventarono adulti ed entrarono nel mondo del lavoro, le differenze si fecero ancora più accentuate. Ormai vicini alla trentina, quelli che da piccoli avevano resistito alla tentazione della caramella erano ancora intellettualmente i più capaci, i più attenti, quelli che erano in grado di concentrarsi meglio su ciò che stavano facendo. Erano più abili nello sviluppare relazioni intime e autentiche, più fidati e responsabili, e dimostravano un maggiore autocontrollo nell’affrontare la frustrazione.
Per converso, gli individui che a quattro anni avevano afferrato subito la caramella, ora, alla soglia dei trenta, erano meno abili dal punto di vista cognitivo e straordinariamente meno competenti sul piano emotivo. Molto spesso si trattava di tipi solitari; meno fidati, si distraevano più facilmente e nel perseguire i propri obiettivi erano incapaci di rimandare la gratificazione. Quando si trovavano sotto stress, erano poco tolleranti e mancavano di autocontrollo. Rispondevano alle pressioni mostrando scarsa flessibilità, e continuando a ripetere la stessa reazione inutile.
 
Gratificazione immediata vs posticipo della gratificazione, per procacciarsene di più grandi.
 
Proviamo a fare qualche esempio di “bambini che hanno mangiato la caramella”  in campi diversi:
 

  • Il nuovo arrivato in azienda, ritratto della proattività, che “supera” i colleghi ma va a “schiantarsi” contro un capo inamovibile, e comincia ad accusare il colpo, esprimendo reazioni e comportamenti inappropriati.

 

  • La persona che si indebita fino al collo pur di poter acquistare il nuovo cellulare di grido, di farsi la vacanza all’estero, di acquistare quella specifica casa in centro, ecc.

 

  • Il top manager, l’imprenditore, l’artista o lo sportivo che guadagnano 40.000 euro al mese e ne spendono altrettanti (“poveri” con un tenore di vita altissimo).

 

  • L’infatuato della politica che ha fretta di candidarsi, non viene eletto e si “brucia” anche per le future tornate elettorali.

 

  • La persona che vuole premiarsi a lavoro compiuto, ma finisce col premiarsi prima, dando giustificazioni “poco convincenti” per questo comportamento.

 

  • La persona che non è in grado di darsi obiettivi a lungo termine, giacché focalizzata esclusivamente sul momento presente e/o sull’anno n+1.

 

  • La persona alla ricerca dei “soldi facili”, e che finisce – quando va bene – nell’essere più frustrata di prima.

 
Ci tornano in soccorso anche i proverbi: “La gatta frettolosa fa i gattini ciechi”.

La società ci stimola verso il “tutto e subito”. Carte di credito, finanziamenti, promesse di speranza e guadagni facili, libri che hanno la presunzione di insegnare a comunicare in pubblico in una settimana.
Ma se spulciamo nelle biografie delle persone che hanno avuto successo, e l’hanno conservato in modo “sano” e duraturo, emerge un quadro molto più stratificato: emergono fatiche quotidiane, focus sui propri obiettivi, errori, insuccessi, apprendimento quotidiano, rinunce, sacrifici, e tanta perseveranza. 

 
Un metodo efficace per effettuare una cernita tra gratificazioni immediate potenzialmente controproducenti e gratificazioni posticipate più consistenti, è quello di effettuare una proiezione delle conseguenze. Consiglio di ragionare “nero su bianco”, e quindi prendere carta e penna.
Alcune buone domande che possiamo farci – relativamente alle opzioni di scelta che abbiamo di fronte – sono:
 
Quali sono in vantaggi nel breve termine?
Quali sono i vantaggi nel lungo termine?
Quali sono i rischi nel breve termine?
Quali sono i rischi nel lungo termine?
 
tratto dal blog di Marco Machiorletti in linkedin
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